Penelope alla guerra

Per qualsiasi cosa che leggerete qui, vi prego di non trovarci alcun senso.

C’é che la vita degli altri sembra essere appena uscita da un libro di Sophie Kinsella..
Mentre la mia assomiglia più a un romanzo russo, quelli da 1000 pagine. quelli difficili da digerire.

Amo veramente fare una sola cosa che é SCRIVERE. Non so se sia brava in questo, alcuni dicono di si, ma non credo mai fino in fondo ai complimenti, quello che posso dire peró é che lo spero davvero vivamente.
C'é stato un periodo in cui credevo di essere innamorata e forse lo ero o forse no o forse ero innamorata dell'ipotesi del voler amare e, quando quella parentesi della mia vita si é conclusa, ho vagato per 5 anni nei meandri di me stessa e per 5 anni non ho più scritto niente. Quella parte della mia vita mi aveva in qualche modo svuotata, forse perché lo scrivere era in qualche modo collegato a quella persona. Non lo so.
Poi ho aperto un blog, questo blog e sono ritornata al mio amore per la scrittura. L'ho desiderato tanto. Una volta, in un colloquio di lavoro, ho parlato di penelopeallaguerra e ripensandoci, subito dopo, ho capito di averne parlato come un genitore fa dei propri figli, con tutto l'orgoglio e la naturalezza che c'é. Per questo definisco Penelopeallaguerra come "la mia creatura".
E adesso sono qui. Che scrivo di me, che scrivo di Penny che scrivo di quello che vedo e che mi circonda.
Mi piace definirmi con una citazione di Luigi Tenco: "Perché scrivi solo cose tristi? Perché quando sono felice esco".
Sono un'aspirante giornalista e la mia paura più grande é che questo sogno non si realizzi perché non saprei che altro andare a fare.
Per il resto IO sono tutto quello che leggete e che vedete qui sopra.
Buon Viaggio!!

"All'uomo intellettualmente dotato la solitudine offre due vantaggi: prima di tutto quello di essere con se stesse e, in secondo luogo, quello di non essere con gli altri."
- Arthur Schopenhauer -

“Perché gli scrittori ricordano tutto, Paul.Specialmente quello che fa male. Denuda uno scrittore, indicagli tutte le sue cicatrici e saprà raccontarti la storia di ciascuna di esse, anche della più piccola.E dalle più grandi avrai romanzi, non amnesie.Un briciolo di talento è un buon sostegno, se si vuol diventare scrittori, ma l’unico autentico requisito è la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice.”
- S.KING -

"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto."
- Italo Calvino -

"Si innamorò come si innamorano sempre le donne intelligenti. Come un’idiota."

"Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza ….."
— Rita Levi Montalcini

"Perchè scrivo solo cose tristi?
Perchè quando sono felice esco."
- Luigi Tenco

"Le donne sono fatte per essere amate.
Non per essere capite."
- Oscar Wilde

"L'uomo muore una prima volta nel momento in cui perde l'entusiasmo."
- Honorè de Balzac

"Una donna indietreggia solo per prendere meglio la rincorsa"
- ZSA ZSA GABOR

"Si vive per anni accanto a un essere umano, senza vederlo. Un giorno ecco che uno alza gli occhi e lo vede. In un attimo non si sa perchè, non si sa come, qualcosa si rompe: una diga tra due acque. E due sorti si mescolano, si confondono e precipitano."
- Gabriele D'Annunzio

Meglio essere senza fortuna ma saggi, che fortunati e stolti.
- Emily Dickinson

Più si sa, più grande è la delusione: il più intelligente è anche il meno sano di mente.
- George Orwell - 1984

"Le cose che si amano non si posseggono mai completamente.
Semplicemente si custodiscono."
- Catullo

Le lacrime che non escono si depositano sul cuore, con il tempo lo incrostano e lo paralizzano come il calcare incrosta e paralizza gli ingranaggi della lavatrice.
- Susanna Tamaro - Va’ dove ti porta il cuore

“Tutti dicono che l’amore fa male, ma non è vero. La solitudine fa male. Il rifiuto fa male. Perdere qualcuno fa male. Tutti confondono queste cose con l’amore, ma in realtà, l’amore è l’unica cosa in questo mondo che copre tutto il dolore e ci fa sentire ancora meravigliosi.”
Oscar Wilde

"Se non ci metti troppo, ti aspetterò tutta la vita".
-Oscar Wilde

“La vita continua, dicono. Ma non sempre è vero. A volte la vita non continua. A volte passano solo i giorni.”
- Karmelo Iribarren


“C’è chi scrive per ricordare
e chi legge per dimenticare.”
— Roberto Tommasi


Parlo della gelosia che svuota le vene all’idea che l’essere amato penetri un corpo altrui, la gelosia che piega le gambe, toglie il sonno, distrugge il fegato, arrovella i pensieri, la gelosia che avvelena l’intelligenza con interrogativi, sospetti, paure, e mortifica la dignità con indagini, lamenti tranelli facendoti sentire derubato, ridicolo, trasformandoti in un poliziotto inquisitore carceriere dell’essere amato.
Oriana Fallaci - Un uomo

“Literature is the most agreeable way of ignoring life.
Fernando Pessoa, The Book of Disquiet

“Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici.”
- Fedor Dostoevskij , Le notti bianche

“Gli era salita sulle scarpe abbracciandolo forte. Lui le aveva stretto il viso e lo aveva sollevato, come un libro aperto. “Pensa a quanto mi ami in questo momento”, gli sussurrò. “Non posso chiederti di amarmi sempre così, ma di ricordare sì. Da qualche parte dentro di me ci sarà sempre la persona che sono stasera”.
- Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte

So cosa vi ho detto di pensare in merito alle frasi di Nicholas Sparks, ma questa citazione mi sembra particolarmente azzeccata… Quindi insomma, per questa volta, facciamo un’eccezione! :)

Non bisognerebbe scegliere di essere infelici…

Hai dimostrato coraggio e sei rimasta a guardare
Ma lo sapevi l’attesa ti avrebbe fatto più male
Speravi fosse soltanto un vento che al suo passaggio ha demolito un po’ tutto,
Ma avremmo dimenticato
Francesco Renga
Voi non lo sapete, ma amica di Facebook è una vera “stalker” “forever alone” e da quando ha trovato tre amici marci con cui uscire, è diventata più psicopatica di quando la sua vita da trentenne, girava intorno ai suoi genitori e ai suoi due gatti.

Ora, va bene tutto: va bene cambiare la foto profilo tutti i giorni, anche più volte al giorno, posso accettare che insieme alla foto profilo cambi la copertina, tutti i santissimi giorni. Capisco le 3.000 selfie al giorno, sempre tutte uguali. Capisco anche condividere link “amorosì” o “disperati” come un’adolescente.
Però no, non capisco come tu possa fare un intero album di fotografie in cui sono ritratti, per altro malissimo, una coppia di tuoi amici mentre si baciano e si salutano, tra loro, alla stazione, prima che uno dei due parta. 
Ma la domanda, dalla risposta probabilmente inquietante e che non voglio sapere, è: che cazzo ci fai alla stazione insieme alla coppia che si saluta prima di partire? E perché dovresti far loro delle foto? Perché?! Perché?! Mi chiedo…

Mi ha fatto riflettere la notizia delle tre suore italiane trucidate e sgozzate in Burundi.

Mi ha fatto riflettere che queste tre donne avevano coraggio da vendere, che alla loro età, tutte intorno agli 80 anni, potessero avere ancora voglia di recarsi in Africa ad aiutare le persone meno fortunate, a fare il lavoro umanitario.

Le tre suore stavano svolgendo un compito che non competeva loro, e non perché a 80 anni si deve aspettare inesorabilmente la morte, ma perché quel compito dovrebbe essere raccolto dai giovani, non solo da quelli fannulloni che non pensano ad altro che a loro stessi, ma da tutti.

E allora mi è venuto in mente, che una volta quando avevi 18 anni ed eri maschio, dovevi partire per un anno per la leva obbligatoria. Un anno di servizio militare, un anno che a molti ha cambiato la vita e altri ricordano ancora con orrore quei 12 interminabili mesi.
Ti addestravano alla guerra, o quasi.

Una società civile come la nostra, o almeno come ci definiamo, dovrebbe istituire un periodo obbligatorio per tutti, e non il servizio civile che poi si vede come va finire, al compimento della maggiore età, e insegnarci la solidarietà, a fare la pace.

Obbligatorio sì e non volontario, perché le persone da sole non si rendono conto di quale risorsa siano per gli altri.

Forse, com’è accaduto per il servizio militare, un anno di volontariato nelle parti disagiate del mondo, potrebbe cambiare molte vite.

Ci addestrano alla guerra, ma mai a fare la pace e questo è, oltre che triste, dannatamente cinico, anche per me.

Due anni fa a quest’ora avevi pochissime ore. Probabilmente ero appena arrivata a casa dopo due giorni in ospedale con la tua mamma, perché in sala parto sarei dovuta venire io, dato che ero stata designata per questa “incombenza”, e tu di uscire non avevi nessuna intenzione.

Non ho mai scritto di quell’esperienza, nonostante io non abbia fatto un bel niente, se non stare vicino alla tua mamma e volutamente non ho voluto vedere cosa succede quando un piccolo viene messo al mondo e sono stata dalla parte della poltrona in cui non si vede nulla e non ho visto nulla. Se non tu quando sei uscito… E mi sono commossa con le lacrime quando ho visto che ormai eri nato.

Ma quando ti ho visto per la prima volta, eri tutto blu e non piangevi e mi sono spaventata. Cercavo di tranquillizzare la tua mamma, ma mi sono sentita morire dentro.
Non respiravi e l’infermiera ti ha portato subito di là dove c’era un dottore che ti ha fatto qualcosa, non so cosa, non si vedeva nulla, poi dopo un po’, poco, ma sembrava tanto, ti abbiamo sentito piangere e insieme a te, ho ripreso a respirare anch’io.

Noi abbiamo questo legame invisibile, che è il fatto che ti ho visto nascere ed è un legame potentissimo, indissolubile per sempre.
Eri piccolo e brutto, come tutti i neonati, poi sei diventato un bel bimbo, ma per qualche mese ho avuto paura tu potessi aver riportato qualche problema senza ossigeno al cervello, mi sono fatta mille paranoie, senza mai dirlo a nessuno, per non allarmare nessuno. Perché io sono la “forte” della famiglia, sono una, finta, roccia, e non volevo impensierire nessuno con quei brutti pensieri.

Ma oggi, a due anni di distanza, quei pensieri non ci sono più, e quando metti quella faccia da furbetto, da piccolo teppista, quale sei, quei pensieri non mi sfiorano più.

Buon compleanno Pietro! Non vedo l’ora di vederti grande e vedere che persona diventerai.

Ti voglio bene.
La tua zia.

penelopeallaguerra:

Questa foto é di Thomas Hoepker, l’ho vista per la prima volta circa 20 giorni fa a una mostra di fotografica dell’agenzia Magnum.
Oggi, mentre vedevo le immagini dell’11 settembre mi é tornata in mente, ma non ricordavo il nome del fotografo per cercarla in rete.
Poi, vado su Facebook e mi imbatto in un link postato da Vanity Fair America, dal titolo: Photos: Rare scenes from 9/11. Non credo di trovare questa foto perché in fondo é uno slideshow di 12 fotografie, ma un po’ ci spero. E mentre ormai arrivo alla decima perdendo le speranze ecco l’undicesima. Questa.

Ho scelto questa foto per l’anniversario delle Torri Gemelle perché mi ha colpito. Mi ha colpito come il fotografo abbia provato ad inquadrare la situazione. Probabilmente in quegli attimi, quelle persone lì sedute non sapevano che il mondo stava, in qualche modo, cambiando alle loro spalle.

E allo stesso tempo, mi chiedo come potessero tranquillamente conversare, quando dietro il fumo si faceva denso, mentre le sirene dei mezzi dei soccorritori si facevano più intense. Perché non erano sbigottiti e attoniti come il resto dei newyorchesi, del mondo.

Questa fotografia nella sua drammaticità mi piace, perché permette molto spunti di riflessione.

Grazie #Apple. Perché oltre a fare telefoni costosi e sempre uguali… ogni anno devi tirartela un po’ di più… Così ci metti gratis su iTunes il nuovo album degli U2… E noi (io) sono tanto felice!!! 😊😊😊

Buonanotte #36

Le grandi considerazioni… -.-

City Lights #4

Buonanotte #35

Stanotte ho fatto le tre, per preparare un’intervista, che avrei già dovuto preparare, ma siccome non sapevo ancora il giorno preciso, ho sempre rimandato, sperando che l’ufficio stampa mi avrebbe avvertito, minimo con un paio di giorni d’anticipo; ma così ovviamente non è stato. Mi ha avvisato l’amica/collega che aveva preso i contatti: “Marta, leggi Facebook, l’intervista con Cecilia Strada è domani alle 14”. Panico. Ma nemmeno più di tanto, nel senso che le domande le avevo tutte o quasi in testa, avrei solo dovuto formularle in italiano corretto e non ad cazzum come mi giravano in testa. Il messaggio l’ho letto a mezzanotte e ovviamente non ero a casa. Così ho abbandonato tutto e tutti e sono corsa al pc. Due ore per mettere giù una decina, anche più di domande, volevo chiederle un parere su tutte le cose che stanno capitando nel mondo, come si fa con un oracolo, anche se un oracolo Cecilia Strada non è, ma purtroppo così non è stato e molte domande le ho tagliate in corso d’opera perché non volevo si stufasse troppo - magari aveva da fare - deve gestire Emergency.

Non so se le mie domande siano state banali, forse, però è stato stimolante parlare di cose di cui vorrei parlare quotidianamente: politica internazionale, volontariato, possibili soluzioni. È stato bello.

E questo, mi ripaga, abbastanza, di tutti quei dubbi che ti vengono spesso, quando vedi che non vai avanti, che rimani al punto di partenza perché ti sei incaponita a tal punto, con quel sogno, scrivere, fare la giornalista, che tutto il resto non ti sembra mai abbastanza, che anche se mangi tonnellate di sterco, quel sogno non lo vuoi mollare. E non lo molli nemmeno quando ti convinci che devi lasciarlo, che è sbagliato.

Provare a fare questo mestiere, per me, è come essere e avere un amante. So che è sbagliato, perché farò/faccio la fame, perché la competizione è tanta - ma soprattutto ci sono file di giornalisti che non sono capaci a fare i giornalisti - ma non m’importa… non m’importa se soffrirò, perché ogni tanto ci sono delle gioie che ripagano tutta la sofferenza.

Non è sano vivere in questo modo? Lo so…

Buonanotte #34

Source: Facebook